Femminile-maschile

Naturalmente e diversamente uguali

È frequente vedere in palestra ragazzi e ragazze allenarsi insieme o competere fianco a fianco in gare amatoriali. Nell’arrampicata in ambiente la condivisione di questa attività tra uomini e donne è quasi la norma.

L’arrampicata è uno sport complesso e pieno di sfaccettature. La riuscita di una scalata dipende da numerosi fattori, riassumibili in tre componenti fondamentali: tecnica, mentale e atletica. Questa complessità fa sì che la maggiore efficienza atletica degli uomini venga compensata dalle donne con maggiore scioltezza e tecnica, rendendo possibile una meravigliosa e naturale parità dei sessi (anche se le giovani arrampicatrici di oggi sono spesso più muscolose del maschi!).

Dal Blog di Alessandro Gogna

L’arrampicata sportiva nel 2050 (di Steve McClure)

La diffusione di pareti da arrampicata in tutto il globo, assieme all’inclusione dell’arrampicata nelle Olimpiadi di Tokyo del 2020 basta a suggerirci che molti dei migliori scalatori al mondo nel 2050 non saranno prevalentemente bianchi di sesso maschile. Le migliori prestazioni ci arriveranno da scalatori sempre più giovani: il caso di Ashima Shiraishi che ha scalato un 9a+ e risolto boulder da 8c due anni prima di quanto abbia fatto Adam Ondra nella sua carriera di scalatore, ci porta a pensare che per il 2050 l’arrampicata possa essere uno dei primi sport per il quale i livelli di punta femminili saranno pari o forse anche superiori a quelli maschili.